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lunedì 12 maggio 2008

In memoriam Karl Richter (1926-1981)



Karl Richter nacque a Plauen nel Vogtland (Sassonia), il 15 ottobre 1926. Figlio di un pastore protestante  (Christian Johannes Richter) compì i primi studi musicali, a partire dal 1938, presso la Kreuzschule di Dresda con Rudolf Mauersberger (1889-1971). Successivamente studiò a Lipsia presso il Kirchenmusikalisches Institut con Karl Straube, una delle più grandi personalità musicali del secolo scorso (amico, nonché dedicatario, di numerose composizioni di Max Reger e dal 1918 Thomaskantor a Lipsia) il quale lo accolse già a età avanzata come suo ultimo allievo. Studiò anche con il leggendario Günther Ramin, a sua volta allievo di Straube, dal 1918 Thomasorganist e dal 1940 Thomaskantor a Lipsia. 

Nel 1949 - a 23 anni - Richter si diplomò e nel medesimo anno divenne Thomasorganist a Lipsia, si trattava del più grande incarico cui potesse aspirare un giovane organista. Dopo l’apprendistato a Lipsia, che gli permise di qualificarsi a pieno titolo come «musicista sassone proveniente da una fiorente tradizione di cantori e organisti», scelse Monaco (la città cattolica di Richard Wagner e Richard Strauss) come centro d’irradiazione della tradizione bachiana di Lipsia. Infatti nel 1951, incominciò ad insegnare presso la Staatliche Hochschule für Musik di Monaco (nel 1956 divenne professore ordinario di organo e vi insegnò sino al 1977) e divenne Kantor e organista presso la chiesa protestante di San Marco. Istruì l’Heinrich Schütz-Kreis, che nel 1954 ribattezzò col nome di Münchner Bach-Chor, un complesso corale di «amatori» (il cui numero raggiungeva i 120 elementi), che nel giro di pochi anni si sarebbe affermato come uno dei migliori cori laici del mondo. Nel 1953 fondò la Münchner Bach-Orchester, uno straordinario complesso strumentale che riuniva i migliori professionisti provenienti dalla Hochschule e dalle orchestre di Monaco (Münchner Philharmoniker, Münchner Staatsoper, Bayerischen Rundfunks Symphonieorchester etc.).
Il debutto solistico di Richter (poiché egli aveva accompagnato in numerose tournée, in qualità di continuista, il Thomaner-Chor sotto la direzione di Günther Ramin) sulla scena musicale internazionale avvenne nel 1954 all’
Ansbacher Bachwoche (Settimana Bach di Ansbach). In quell’occasione fornì una virtuosa lettura delle Goldberg-Variationen BWV 988, un’opera cui rimase legato per tutta la vita, eseguendola in innumerevoli concerti e registrandola ben due volte. Due anni più tardi Richter portò ad Ansbach anche il Münchner Bach-Chor. Richter partecipò regolarmente all’Ansbacher Bachwoche sino al 1964, diventandone la sua più importante attrazione.
Nel 1953 firmò un contratto con Archiv, la sua collaborazione con questa etichetta, che si interruppe solamente con la propria morte, lo portò a effettuare centinaia di registrazioni in qualità di direttore d’orchestra e di coro, come organista e clavicembalista.
Karl Richter, dirigendo sempre a memoria e tenendo inequivocabilmente unito il basso continuo dal proprio vigoroso cembalo, divenne ben presto l’interprete internazionale di Johann Sebastian Bach. Egli portò in tutto il mondo i capolavori corali del
Kantor. Effettuò tournée in Europa, USA, Unione Sovietica, Giappone ed America del Sud. Replicò quasi un centinaio di volte la Messe in H-moll BWV 232, ne fece addirittura un proprio «cavallo di battaglia». Ricordiamo le sole esecuzioni esecuzioni italiane: a Genova nel 1958, a Monreale, Palermo, Milano e Vicenza  nel 1964, a Parma nel 1967 (Teatro Regio, Concerto per il 100° anniversario della nascita di Arturo Toscanini). L’ultima replica della Messe in H-moll risale al  1 novembre del 1980 a Monaco (presso il Deutches Museum), pochi mesi prima della sua prematura scomparsa.
A partire dal 1965 Richter istituì a Monaco la
Bach-Fest, ovvero una settimana circa (di solito collocata tra la fine di giugno e l’inizio di luglio) interamente dedicata alla musica di Bach, in cui egli svolgeva un’incredibile attività sia come direttore, accompagnatore e solista. Ogni giorno Richter si esibiva come solista all’organo od al cembalo durante i matinè e come direttore durante i concerti serali. L’affluenza di pubblico era sempre enorme, così che in molti casi i concerti davano il «tutto esaurito» ancor prima dell’affissione dei manifesti. Come accompagnatore collaborò intensamente con Wolfgang Schneideran (violino), Aurèle Nicolet (flauto), Maurice André, (tromba) ma anche con Yehudi Menuhin (violino), Pierre Fournier (violoncello), Gerhart Hetzel (violino), Jean Pierre Rampal (flauto), Leonid Kogan (violino) e molti altri ancora.
Nonostante l’universalità musicale di Richter fosse così evidente, lo strumento cui rimase sempre legato fu l’organo. Presso la
Markuskirche (dove Richter disponeva di due strumenti: uno romantico, «Steinmeyer» (1936), e uno neobarocco, che egli stesso aveva fatto costruire da Hans Ott nel 1967) tra gli eventi musicali più significativi di Monaco spiccavano il concerto d’organo della vigilia di Capodanno e i cosiddetti «Mottetti». Il primo si teneva il 31 dicembre alle 22 e 30, ed era integralmente dedicato a Bach, il programma prevedeva naturalmente l’immancabile Toccata BWV 656; mentre i secondi erano concerti per coro «a cappella» in cui Richter, tra un brano e l’altro cantato dal «suo» Münchner Bach-Chor, improvvisava geniali modulazioni e transizioni all’organo (una prassi antichissima, l’improvvisazione, tramandatagli dal mentore Ramin).
Richter, tutt’altro che uno specialista, non si occupò solamente di Bach, ma anche di Händel, Haydn, Beethoven e Verdi. Grazie alla fiducia accordatagli dalle grandi orchestre tedesche diresse anche alcune Sinfonie di Bruckner (la «Quarta» coi Wiener Symphoniker e l’«Ottava» con la Bayerischen Symphonieorchester), di Schumann (la «Quarta» con i Münchner Philarmoniker), lo Stabat Mater
di Dvořák (con i Münchner Philarmoniker), gli Oratori di Mendelssohn, si accostò anche al mondo dell’opera (ricordiamo, oltre ad alcune opere di Händel, Orfeo ed Euridice ed Ifigenia in Tauride di Gluck e Idomeneo di Mozart).
Gli anni '70 per Richter furono scanditi da numerosi trionfi musicali, ma anche da drammatici problemi di salute. Le numerose
tournée in Europa ed Oltreoceano, il notevolissimo impegno discografico, l’incessante studio teorico ed il quotidiano esercizio allo strumento, l’attività didattica, spinsero Richter a un ritmo di vita troppo accelerato, non riusciva più ad avere tempo per se stesso. Nel 1971 ebbe il primo attacco di cuore (dieci anni più tardi sarebbe morto prematuramente per la stessa causa). Alla metà degli anni '70 gli venne diagnosticata una malattia agli occhi, e Richter, piuttosto scettico sull’esito positivo dell’operazione, cominciò a studiare giorno e notte nuove partiture, prevedendo che sarebbe diventato presto cieco. La sua casa sul Lago di Zurigo (la Svizzera, dove nel 1950 conobbe Gladys Müller, che sposò a Zurigo nel 1952, fu la sua seconda patria dopo la Baviera) divenne il suo unico rifugio, dove pensava di poter riprendere le forze. Anche l’improvvisa scomparsa di Rudolf Kempe (1910-1976), suo intimo amico, gettò Richter nel pessimismo più profondo. L’operazione agli occhi ebbe successo, ma la malattia lo aveva profondamente segnato. È proprio in questi anni che incomincia a crescere il suo stile maturo, connotato dalla scelta di ritmi lenti, ispessimento dell’organico vocale e strumentale, dalla creazione ed accentuazione di forti tensioni drammatiche, da una profonda espressività che sgorga naturale e spontanea dal cuore.

Sempre più ritirato dalla vita pubblica, Richter, rinunciò anche all’insegnamento dedicandosi con impegno all’attività concertistica e discografica. Le sue ultime registrazioni, chiarificatrici del suo modo di sentire la musica: diretta espressione dei recessi più reconditi dell’animo umano, sono la sua più grande eredità.
Richter diede il suo ultimo concerto con il Münchner Bach-Chor nel gennaio del 1981 presso la
Mariahilfkirche di Monaco, mentre il suo ultimo recital cembalistico si tenne a Wilhelmshaven il 12 febbraio 1981, tre giorni più tardi sarebbe morto a Monaco (dopo aver espletato le proprie funzioni di organista, accompagnando le celebrazioni domenicali presso la Markuskirche) per un infarto al miocardio. Il concerto in sua memoria si tenne il 3 maggio 1981 a Monaco, presso la Herkules Saal, e fu diretto dall’amico Leonard Bernstein. 

Richter è sepolto nel cimitero di Enzenbühl, nei pressi di Zurigo. Dopo la sua morte il Münchner Bach-Chor, una sola entità artistico-musicale sotto il controllo di Richter, venne guidato (dal 1984 al 2005) secondo la «tradizione» richteriana da Hanns-Martin Schneidt. Dal settembre del 2005 il Münchner Bach-Chor è guidato da Hansjörg Albrecht.


Referenza fotografica


1 commento:

Fiorella Santoncini ha detto...

Grazie per questa tua nota in cui traspare il tuo amore per il grande Maestro, che è come il mio, anzi, la mia venerazione.
Citando il tuo nome come autore, la utilizzerò stamattina per ricordare la nascita di Richter sul mio diario Facebook (Fiorella Santoncini).
Buon lavoro e buon weekend.