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venerdì 18 dicembre 2009

Siamo su You-Tube con un nuovo canale e un nuovo video



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Marco Enrico Bossi (1861-1925) Deux morceaux caractéristique, n. 1 - «Fatemi la grazia» (1909) - contenuto nel 6° vol. dell'opera omnia di Bossi pp. 141-144, Bergamo, 2009, ed. Carrara.


Michele Bosio all'organo Giuseppe Rotelli (1901) della chiesa dei PP. Barnabiti di S. Luca a Cremona ripreso in una registrazione audio il 7 novembre 2009 durante il
Preludio d'organo dedicato a Marco Enrico Bossi.

CANALE DrMiBo

Segnaliamo anche un pagina web che l'AIOC
ha voluto dedicarci



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domenica 6 dicembre 2009

CONCERTO DALLA GRANDE GUERRA (Domenica 13 dicembre ore 17, presso ADAFA, Cremona)




(Domenica 13 dicembre ore 17, presso ADAFA, Cremona)



CONCERTO DALLA GRANDE GUERRA


musiche di Denti, Rosini, Gurney, Debussy




Giuseppe Denti (Cremona 1882 – 1977)

Valzer in mi min. per 2 violini, violoncello e pianoforte

(Rastatt, campo dei russi, 13 nov. 1917

dal taccuino musicale di prigionia)


Mazurka in la min. per pianoforte

(Cellelager, marzo 1918)


Vas spirituale, romanza per canto e pianoforte

testo di G. D’Annunzio (Rastatt Friedrichsfeste, 18 nov. 1917)

dal taccuino musicale di prigionia


Rose soavi rose, romanza per canto e pianoforte

testo di A. Graf (Cellelager, 1918)

(Cellelager 1918, dal taccuino musicale di prigionia)


Momento musicale per 2 violini, violoncello e pianoforte

(Cellelager, gennaio 1918)

Valzer in re min. per 2 violini, cello e pianoforte (Cellelager,1918)





Ivor Gurney (b Gloucester, 1890- Dartford, 1937)


Severn Meadows per canto e pianoforte

testo di I. Gurney (Caulincourt, 1917)

In Flanders per canto e pianoforte

testo di F. W. Harwey (Crucifix Corner, Thiepval, 1917)

Even Such is Time per canto e pianoforte

testo di W. Raleigh (Arras, 1917)




Claude Debussy (Saint Germaine en Laye, Parigi, 1862 – Parigi, 1918)


Noël des enfants qui n’ont plus de maison per canto e pianoforte

testo di C. Debussy (1915)





Giuseppe Denti – Alceo Rosini (Ripatransone 1897 – Roma 1981)


La signorina del lager – Scherzo melodrammatico in un atto

per tenore, soprano, pianoforte, 2 violini e violoncello

testo di Alberto Casella (Cellelager, 1918)

revisione e strumentazione di Matteo Falloni (prima esecuzione moderna)




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ENSEMBLE OFFERTA MUSICALE

Hiroko Miura soprano

Luca Bodini tenore

Lorenzo Fornaciari pianoforte

Mario Mauro e Carlo Perucchetti violini

Donato Colaci violoncello

ideazione del programma e presentazioni a cura di Carlo Perucchetti




Note al programma




Molte delle musiche eseguite in CONCERTO DALLA GRANDE GUERRA fanno parte della produzione musicale “di prigionia”di Giuseppe Denti (nato a Cremona nel 1882 e ivi morto nel 1977) e la maggior parte di esse sono tratte da un taccuino in cui il musicista tracciò anche i pentagrammi. Prima il lager di Rastatt e poi quello di Celle (vicino ad Hannover) furono, dall’ottobre 1917 a tutto il 1918, i luoghi in cui il capitano Denti, cercando di staccarsi dalle angustie quotidiane e soprattutto dalla fame, riuscì a “fare” musica e quindi, coltivando la creatività, a salvaguardare la propria integrità intellettuale. Alcune opere sono compiute sia nella forma che nel contenuto, altre hanno più il carattere di studio in cui si privilegia la ricerca armonica. Tutte sono di buona fattura e con il tratto comune della spontaneità, nell’alternanza appassionata dei modi e delle tonalità. Giuseppe Denti scrisse anche musica per l’orchestra del Blocco C di cui era pianista, organizzatore e animatore, ma le opere del taccuino e le altre qui eseguite si segnalano in modo particolare per la vena intimista tipicamente riconducibile alla letteratura romantica dell’Ottocento.


Seguono tre songs di Ivor Gurney, musicista e poeta inglese (Gloucester, 28 agosto 1890 - Dartford, 26 Dicembre 1937), che toccato nel profondo dalla drammatica esperienza della guerra compone poesie (poi pubblicate nelle raccolte Severn and Somme del 1917 e War's Embers nel 1919), ed opere per canto e pianoforte.

Si esegue poi un brano di raro ascolto di Claude Debussy (Saint Germaine en Laye, Parigi, 1862 – Parigi, 1918); negli ultimi anni della sua vita, sconvolto e indignato per la distruzione della guerra, che lasciava tanti bambini indifesi senza più casa e genitori, il compositore scrisse nel 1915 Noël des enfants qui n’ont plus de maison (Il Natale dei bambini che non hanno più casa).


Chiude il concerto lo “scherzo melodrammatico” La signorina del Lager, per soprano, tenore, pianoforte e archi. L’opera è nata a Cellelager dalla collaborazione dello scrittore Alberto Casella (1891 – 1957, scrittore e sceneggiatore di fama) con i musicisti Alceo Rosini (valente violino solista e spalla dell’orchestra del lager) e Giuseppe Denti. L’operina, in un atto, fu rappresentata integralmente una sola volta nel lager. La prima parte (di stile ottocentesco) è stata scritta dal Denti, mentre la musica della seconda parte è stata creata dal Rosini, il quale si esprime con uno stile novecentesco più vicino a Puccini.


Il rinvenimento nelle biblioteche europee di opere composte da musicisti-soldati dai fronti e dai campi di prigionia durante la prima guerra mondiale, nel contesto del progetto MUSICA NELLA GRANDE GUERRA curato dall’omonimo Gruppo di Ricerca, sta dando risultati inaspettati sia per quantità, sia soprattutto per qualità. Il presente concerto è da considerare come il proseguimento di un percorso tendente a valorizzare musiche e testi, inediti o poco conosciuti.


domenica 29 novembre 2009

Preludio d'organo (dicembre 2009)




PRELUDIO D'ORGANO

IN SAN LUCA

Giuseppe Rotelli (1901)


5 dicembre 2009 ore 17, 30



PROGRAMMA


Dors mon enfant


***


Domenico Zipoli (1688-1726)

Pastorale

All'Offertorio


Domenico Scarlatti (1685-1757)

Sonata in Re K 287

Sonata in Do K 159


Franz Joseph Haydn (1732-1809)

Klavier-Sonata n. 4


Marco Enrico Bossi (1861-1925)

Dors mon enfant op. 142, n. 1



Michele Bosio, organo

venerdì 6 novembre 2009

«ACCADEMIA CECILIANA» Ultimo concerto della sedicesima Rassegna «Organi Storici Cremonesi» con il M° Andrea Macinanti all'organo Rotelli (1901)





Venerdì 27 novembre 2009 ore 21, 00

Cremona, Chiesa dei Padri Barnabiti di San Luca





«ACCADEMIA CECILIANA»

[come un tempo a San Luca era uso]




in occasione della commemorazione

del Maestro Vincenzo Germani (1894-1958)

nel decennale della scomparsa di Dante Bosio (1923-1999)




con musiche di

Fr. Joseph Haydn, Marco Enrico Bossi, Vincenzo Germani, etc.




all’organo «Giuseppe Rotelli, (1901)»

il Maestro Cav. Andrea Macinanti (Bologna)

con la partecipazione del soprano Hiroko Miura



***



Durante la serata sarà ricordato il maestro Vincenzo Germani (Cividale Mantovano, 15/08/1894-Casalmaggiore, 13/10/1958) titolare degli organi Rotelli edificati per le chiese cittadine di Sant’Agata e San Luca.

Quest’ultimo strumento - ormai divenuto di fama nazionale (progettato ed inaugurato dal leggendario Filippo Capocci) - oggi più che mai bisognoso di un serio restauro conservativo, torna a parlare sotto le abili dita di un grande artista, il maestro bolognese Andrea Macinanti, specialista acclarato del repertorio «ceciliano».

Così come era uso nella prima metà del secolo scorso, grazie alle Accademie Ceciliane sempre ospitate dai Barnabiti di San Luca, realizzate sotto l’egida della sezione cremonese dell’«Associazione Italiana Santa Cecilia», la cui Schola Cantorum fu fondata e diretta e presieduta proprio dal Germani stesso.




ANDREA MACINANTI, nato a Bologna nel 1958, si è diplomato in Organo, Clavicembalo e Canto ai Conservatori di Bologna e di Parma perfezionandosi poi con Klemens Schnorr a Monaco di Baviera. È stato scelto per rappresentare Bologna, capitale della cultura 2000, nell’ambito del Festival di Reykjavik (Islanda). Tiene corsi di perfezionamento sulla musica italiana alle Accademie estive di Nemours, Issenheim (Francia) ed è membro di varie giurie in concorsi internazionali. È docente di Organo e Canto Gregoriano al Conservatorio «G.B. Martini» di Bologna (www.conservatorio-bologna.com). Ha inciso vari CD tra i quali hanno riscosso particolare apprezzamento di critica quello a due organi (con Francesco Tasini) e quelli per la TACTUS, dedicati all’Opera Omnia per Organo di Ottorino Respighi e alle opere organistiche inedite di Marco Enrico Bossi. Assieme a F. Tasini, ha curato numerose revisioni critiche, tra le quali i Fiori Musicali di G. Frescobaldi, l’opera integrale per tastiera di A. Scarlatti e di G.B. Martini (UT ORPHEUS), un’antologia in sei volumi di musica italiana per organo, l’Opera Omnia Organistica di M.E. Bossi (con L. Salvadori, W. Van de Pol, F. Tasini) e uno studio sull’analisi e l’interpretazione dei Trois Chorals di Franck (CARRARA); dal 1994 è co-direttore editoriale della rivista «Arte Organaria e Organistica». È membro dell’Accademia Filarmonica di Bologna e del Royal College of Organists di Londra e dal 1988 direttore artistico della rassegna concertistica internazionale «Organi antichi, un patrimonio da ascoltare», il cui scopo è la catalogazione e la conoscenza del patrimonio organario antico (www.organiantichi.com). Alla pratica della musica unisce, in unica armonia spirituale, quella del Karate (è tecnico federale della FIJLKAM); ha tenuto stage sulle applicazioni musicali alle movenze del karate (karate-sound). È allievo del maestro Ivano Aristidi (6° DAN) allo Sport Village Karate di Bologna (www.sportvillage.com). Nel marzo del 2005 ha suonato alla Musashino Hall di Tokyo. È stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine «Al Merito della Repubblica Italiana». (http://www.andreamacinanti.com/).



HIROKO MIURA, nata a Kyoto (Giappone), intraprende sin da giovanissima lo studio del pianoforte, e scoprirà ben presto la sua attitudine per il canto, che la porterà a laurearsi in Canto (soprano) presso la «Kyoto City University of Arts» (1997) sotto la guida di Taeko Onishi (soprano), Makoto Nadai (baritono). Dal 1999 vive in Italia, dove ha perfezionato la sua preparazione di cantante lirica sotto la guida del mezzosoprano Adriana Lazzarini. Interessata alla storia, ricezione e prassi esecutiva dell’opera lirica italiana ha frequentato i corsi con indirizzo Musica e Spettacolo presso la «Facoltà di Musicologia» (Università degli Studi di Pavia). La sua predilezione per le fonti del repertorio belcantistico l’ha portata ad ottenere (nel 2003) la patente di «Tecnico della trascrizione e della revisione del manoscritto italiano preromantico ai fini dell’allestimento editoriale» - Corso organizzato dalla Regione Lombardia - con la trascrizione (partitura, spartito canto e piano, parti staccate, realizzazione di basso continuo) dell’opera «Ero e Leandro» del compositore parmense Ferdinando Paër (1771-1839). Nel 2000 si è classificata seconda al Concorso «Musicale Internazionale Isole Borromee» (Verbania) nella sezione canto lirico, ed ha vinto una borsa di studio per i giovani musicisti, bandita dal «Concorso Internazionale Voci per Francesco Cilea» (Varazze). Ha collaborato con importanti studiosi quali Anthony Newcomb e Luigi Ferdinando Tagliavini interpretando musiche di Luzzasco Luzzaschi, Giulio Caccini e Wolfgang Amadeus Mozart all’interno dei seminari di prassi esecutiva presso la «Facoltà di Musicologia» (Università degli Studi di Pavia). Attualmente frequenta il Corso di Canto nella classe del soprano Laura Groppi presso l’Istituto Musicale «Giovanni Pierluigi da Palestrina» di Castel San Giovanni (PC).

lunedì 2 novembre 2009

Preludio d'organo (novembre 2009)




PRELUDIO D'ORGANO

IN SAN LUCA

Giuseppe Rotelli (1901)


7 novembre 2009 ore 17, 30





PROGRAMMA




Marco Enrico Bossi (1861-1925)

- Entrée Pontificale op. 104, n. 1


- Ave Maria op. 104, n. 2


- Preghiera Fatemi la grazia


- Larghetto di Giovanni Battista Bassani (1657-1716)

[Trascrizione di Marco Enrico Bossi]




***



Michele Bosio

Due pubblicazioni di organaria a cura di Giuseppe Spataro




Lino Lucchini, Giuseppe Spataro, Maguzzano-Complementi storici, Maguzzano (Bs), 2008, Tipolitografica don Calabria.


Agile, ma pur dettagliato libretto (94 pp.) sulla storia di Maguzzano, frazione di Lonato, provincia di Brescia. Nella fattispecie gli autori si occupano della storia dell'antica abbazia benedettina di Santa Maria Assunta, meta di pellegrinaggio del «Vate», dopo la sua caduta da una finestra del Vittoriale, il 19 settembre 1922 (l'incidente era avvenuto il 13 agosto, e quella a Maguzzano fu la sua prima uscita ufficiale).

Lino Lucchini firma la parte di storia locale descrivendo i cippi miliari romani, la storia del monastero e le visite di Gabriele D'Annunzio. Mentre è Giuseppe Spataro a parlare della storia dell'antico organo (pp. 65-75), di cui si hanno notizie a partire dal 1609; sull'autore dello strumento - per ora - si possono solo fare ipotesi: forse il bresciano Giovanni Battista Facchetti? Sarebbe plausibile, poiché nel 1537 l'organaro stipulò il contratto per la costruzione dell'organo del monastero benedettino di Santa Eufemia a Brescia, per di più nel 1552 si dedicò all'edificazione di quello dell'abbazia del Polirone, dalla quale al quel tempo Maguzzano dipendeva. Ma, come sottolinea Spataro, quanto detto è ancora poco, si attendono dunque: «nuove e fortunate ricognizioni archivistiche che possano riportare alla luce nuovi documenti chiarificatori...».



***



Renata Casarin, Michel Formentelli, Umberto Perini, Giuseppe Spataro, L'organo Pacifico Inzoli della chiesa di San Giovanni Battista in Adro, Adro (Bs), 2005, Arti Grafiche Pelizzari


Dettagliata monografia (pp. 239) a cura di Giuseppe Spataro, nata in occasione del restauro del grande organo edificato da Pacifico Inzoli di Crema nel 1891 per la chiesa di San Giovanni Battista in Adro (provincia di Brescia), restaurato tra il 2001 e il 2005 dai Formentelli (Barthélémy e Michel).

Renata Casarin, direttrice della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Brescia, Cremona e Mantova, firma un intervento dal titolo Il restauro dell'apparato ligneo dell'organo della parrocchiale di Adro; Umberto Perini si occupa delle Vicende storiche dell'organo, i Formentelli naturalmente del Restauro; mentre Spataro è l'autore di un interessante contributo su Charles Spackman Barker (l'inventore delle famosa Leva). Ed è proprio l'applicazione della «Leva pneumatica di Barker» ad aver aiutato Pacifico Inzoli nella realizzazione della meccanica del grandioso strumento di Adro, soprattutto per la Terza Mano ed il Forte Generale. L'autore spiega con dovizia di particolari il funzionamento della Macchina Barker, attingendo anche al brevetto originale; tale documento era, infatti, inedito sino alla pubblicazione e traduzione - sempre a cura di Giuseppe Spataro - in «Informazione Organistica», XVII (2005), n. 10-11, pp. 103-120.

Grazie ad un immenso lavoro, iniziato con lo smontaggio avvenuto nel maggio del 2001, il monumentale strumento di Adro è tornato a rifulgere in tutto il suo splendore, come rara testimonianza dell'arte organaria italiana di fine Ottocento, saldamente ancorata alla migliore tradizione classica (non dimentichiamo che Inzoli fu allievo di Luigi Lingiardi), ma ampiamente proiettata al soddisfacimento delle istanze ceciliane in fieri. I concerti inaugurali sono stati fissati in un doppio CD - prodotto in proprio - dal titolo Concerti per il restauro dell'organo Pacifico Inzoli di Crema nel 1891 che raccoglie le testimonianze sonore di Simone Giordano (live, 2/06/2006), Umberto Forni (live, 6/01/2006) e Marc Pinardel (live, 28/01/2006).

lunedì 26 ottobre 2009

Filippo Capocci secondo Marco Limone



Così come abbiamo fatto recentemente per i primi due volumi dell'opera omnia per organo di Marco Enrico Bossi interpretata da Andrea Macinanti è assolutamente doveroso spendere qualche riga ai fini di rilevare l'importante ruolo svolto da Filippo Capocci (1840-1911) all'interno della storia musica per organo in Italia a cavallo dei secoli XIX-XX.

Capocci nacque a Roma l'11 maggio del 1840, fu allievo del padre Gaetano (1811-1898), anch'egli organista e compositore. Si diplomò in organo all'Accademia Santa Cecilia di Roma, dal 1873 assunse l'incarico di organista della Chiesa di San Giovanni in Laterano e dal 1898 ne divenne, succedendo al padre, maestro di cappella.

Nel 1886 Nicola Morettini di Perugia ebbe l'arduo compito di costruire due nuovi organi per la Basilica Lateranense in Roma; guidato dai saggi consigli di Capocci junior, seppe condurre a termine due grandiosi strumenti che segnarono la storia dell'organaria italiana di fine secolo (XIX). Infatti, l'organo maggiore (3 tastiere, pedaliera di 30 note e 46 registri interi) fu il primo strumento italiano ispirato ai modelli della riforma ceciliana (per la cui trattazione rimandiamo alle sopraccitate recensioni) - della quale Capocci fu convinto assertore, alfiere e propugnatore - completando, con il suo alto magistero compositivo, il percorso avviato dall'ultimo Petrali ed aprendo conseguentemente la strada al nascente astro musicale di M. E. Bossi.

Egli fu, inoltre, docente d'organo all'Accademia Santa Cecilia di Roma, nonché insegnante della Regina Margherita. Valente compositore ed apprezzatissimo concertista, collaudò i più importanti strumenti nati dalle idee del Cecilianesimo.

Se volessimo accostarlo ad una delle grandi figure della scuola organistica francese coeva, potremmo senza smentita paragonarlo al “patriarca” Alexandre Guilmant (1837-1911), insieme al quale tra l'altro collaudò diversi importanti strumenti. Il nome di Capocci fu onnipresente nelle commissioni esaminatrici per il collaudo degli organi riformati in Italia, nonché nei consigli dei numerosi congressi di musica sacra.

Dopo un'intera esistenza dedicata allo studio e alla divulgazione della musica sacra - non solo attraverso la musica degli antichi maestri (italiani e d'Oltralpe), ma anche grazie ad una nutrita e fortunata serie di composizioni originali - il “patriarca della riforma” si spense a Roma il 25 luglio 1911, a quasi quattro mesi di distanza dalla dipartita del francese Guilmant.

Tra le composizioni organistiche scelte da Marco Limone per il suo disco antologico spiccano quattro meravigliosi brani (Arioso, Allegretto, Canzona e Marche Trionphale) dai Dix pièces pour orgue, pubblicati dall'editore parigino Alphonse Leduc nel 1894, con dediche ad eminenti personalità del mondo organistico francese, quali Charles-Marie Widor, Thèodor Dubois ed Eugéne Giugout, sono per citarne alcuni.

Tutte composizioni strutturate con un esemplare senso della forma musicale ed un magistrale uso sinfonico dei colori dell'organo; proiettate verso il romanticismo d'Oltralpe, tanto da far pensare che fossero trascorsi parecchi decenni dai colori bandistici della scuola ottocentesca lombarda - al contrario - appena lasciata, voltato l'angolo.

Intendiamoci bene, il “sinfonismo” di Capocci, pur essendo in linea con quello francese, non tradisce comunque il gusto per la melodia e la cantabilità ereditati dalla tradizione italiana. Fine contrappuntista, come ampiamente dimostrato dal severo Preludio e fuga in re minore e dal geniale Offertoire sur le Nöel - in cui il canto Adeste Fideles viene sapientemente variato, modulando in varie tonalità, alcune delle quali arditamente raggiunte - non è mai avaro di “vena melodica” (si ascoltino, per esempio, lo Scherzo in re maggiore o la patetica Elegia).

Le variegate sonorità dell'organo Vegezzi-Bossi (1916-1936) della Cattedrale di San Giusto a Susa - meraviglioso strumento spesso utilizzato da Andrea Macinanti per le sue letture dei classici ceciliani - vengono qui messe in risalto attraverso la partecipata e competente esecuzione del maestro torinese Marco Limone, il quale ha rinunciato (come del resto anche con il CD di Petrali) alla scelta di incidere un'intera raccolta organica - ad esempio la Premiére Suite de Trois Morceaux, le Sei Sonate per organo, i Six pièces caractèristique, o tutti i Dix pièces - in favore di una più appetibile antologia di varie composizioni (nella quale, fortunatamente, non manca uno dei brani più richiesti all'epoca: l'Inno Trionfale).

Ma, a nostro avviso questo disco - della durata di poco meno di un ora - ci lascia ancora un po' di “appetito”, fungendo - per così dire - da “aperitivo”.

Dal momento che i risultati raggiunti da Limone sono stati ottimi, attendiamo un seguito a questa prima fatica dedicata alla musica di un grande, ma - ahi noi! - dimenticato compositore italiano.

domenica 25 ottobre 2009

L'arte organaria dei Lingiardi fra tradizione e sperimentazione



Il recente restauro dell’organo-orchestra op. 181 (1877) della chiesa di San Pietro al Po in Cremona – uno dei più straordinari organi italiani – ha riacceso l’interesse verso l’attività dei Lingiardi, organari pavesi attivi dal 1807 al 1920 con 271 organi in Italia e all’estero. Il convegno presenta i risultati delle indagini di musicologi, musicisti, organari e chimici, in parte legate ai numerosi restauri compiuti negli ultimi decenni.

L’opera dei Lingiardi è analizzata in rapporto alla diffusione territoriale degli organi realizzati, alle sperimentazioni e innovazioni artistiche e, infine, al contesto musicale-organologico del tempo. Documenti inediti, analisi scientifiche aggiornate, confronti e inquadramenti storico-critici concorrono a definire il ruolo svolto da questi geniali artisti nella storia organara italiana.

Giovedì 29 ottobre

ore 10
Saluti delle autorità

Stefano Campagnolo - direttore della Biblioteca Statale
Elena Ferrari Barassi - direttore del Dipartimento di Scienze musicologiche e paleografico-filologiche
Beatrice Bentivoglio Ravasio - responsabile del Servizio Tutela Organi della Direzione Regionale della Lombardia del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Carlo Zani - Presidente della Commissione Cultura del Comune di Cremona

ore 10.30
L’attività dei Lingiardi: caratteri generali e diffusione territoriale

Maurizio Ricci (Istituto Musicale Vittadini, Pavia; Associazione Musicale Franchino Gaffurio, Lodi),
Gli organi Lingiardi
attraverso le fonti d’archivio e i rilievi tecnici

Carlo Mapelli (Politecnico di Milano, Dipartimento di Meccanica),
Caratterizzazione microstrutturale delle leghe metalliche utilizzate dai Lingiardi
Federico Lorenzanii (Rivista «Arte Organaria Italiana»),
Presenze dei Lingiardi nel territorio mantovano
Giancarlo Bertagna (Conservatorio di La Spezia),
L'attività dei Lingiardi in Liguria e gli organi della basilica di Carignano a Genova

ore 15

Irene De Ruvo (Milano),
L'esperienza milanese dei Lingiardi: l’organo di S. Gottardo op. 177 (1875)
Michelle Bernard (Nice),
L’attività dei Lingiardi nel territorio attuale della Francia
Sergio Chierici (La Spezia),
Un progetto di Cesare Lingiardi per la costruzione di una fabbrica d'organi in Liguria (1913) e l’attività dei Lingiardi nel territorio spezzino
Giosuè Berbenni (Bergamo),
Rapporti tra gli organari Lingiardi e Serassi

ore 21

Chiesa di S. Pietro al Po
Concerto d’organo

organo-orchestra Lingiardi 1877, op. 181
restauro fonico Giani Casa d’organi 2008
organisti: Maria Cecilia Farina e Marco Ruggeri

Venerdì 30 ottobre

ore 9.30

L’invenzione dell’organo-orchestra di Luigi Lingiardi

Marco Ruggeri (Scuola Diocesana di Musica Sacra di Cremona - Conservatorio di Novara),
Gli organi-orchestra di
Luigi Lingiardi: genesi, caratteristiche e fortuna

Daniele Giani (Giani Casa d’Organi, Corte de’ Frati, Cr),
Il restauro fonico dell’organo-orchestra di S. Pietro al Po in Cremona (2008)
Elena Bugini (Cremona),
La cassa dell'organo di S. Pietro al Po: aspetti strutturali e iconografico-musicali
Giorgio Guilla (Vercelli),
Le lettere di Luigi Lingiardi al Beato Francesco Faà di Bruno per l'organo di Nostra Signora del Suffragio a Torino

ore 12

Visita guidata all’organo Lingiardi 1865, op. 131 di Croce S. Spirito (Castelvetro Piacentino, Pc)
a cura di Paolo Bottini

ore 15

I Lingiardi e la riforma ceciliana

Maurizio Tarrini (Conservatorio di La Spezia), La polemica Remondini-Lingiardi (1879)


Michele Bosio (Cremona), La «riforma dell'organo» a Cremona secondo Vincenzo Germani (1894-1958): il caso del Lingiardi di San Pietro al Po


Maria Cecilia Farina (Conservatorio di Milano) e Simone Quaroni (Pavia), L’ultimo trentennio della Fabbrica Lingiardi tra riforma ceciliana e tradizione (1890-1920)

Sala Conferenza della Biblioteca Statale di Cremona
Via Ugolani Dati 4, Cremona

Segreteria: Michele Nisoli