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giovedì 4 dicembre 2014
Giuseppe Clericetti, ANDREA GABRIELI. Cessate Cantus. Lettere 1557-1585
lunedì 18 giugno 2012
Constance Frei, L’Arco sonoro, Articulation et ornementation: les différentes pratiques d’exécution pour violon en Italie au XVIIe siècle
giovedì 9 aprile 2009
Silvia Corbetta, Olivier Messiaen: Saint François d’Assise-Cammino Verso la Joie Parfaite

Nel ristretto panorama di pubblicazioni in lingua italiana su Olivier Messiaen (1908-1992), il dettagliato studio di Silvia Corbetta giunge graditissimo, soprattutto in virtù del taglio altamente specialistico. Si tratta del lavoro di tesi per il conseguimento della Laurea di Secondo Livello in pianoforte presso il Conservatorio di Brescia (è infatti il relatore, Sandro Perotti, a firmarne la prefazione).
Sebbene sia una monografia sul Saint François d’Assise, monumentale opera che occupò Messiaen tra il 1975 ed il 1983, l’autrice fa precedere l’analisi vera e propria da tre utilissimi capitoli in cui vengono delineati la biografia ed il linguaggio musicale del compositore, attingendo spesso agli scritti originali Technique de mon langage musicale (1944) e Traité de rythme, de couleur, et d’ornithologie en sept tome: 1949-1992 (op. postuma, 1994).
Attraverso un linguaggio tecnico (ma non ostico), gli otto tableaux racchiusi nei tre atti dell’opera che rappresenta le tappe di Francesco d’Assisi verso la santità, vengono sviscerati dalla giovane studiosa con dovizia di particolari e sincera partecipazione emotiva.
A parte alcune riviste o miscellanee di studi dedicate a Messiaen in cui compaiono articoli di autori italiani in lingua italiana - eccezion fatta per il corposo volume curato da Peter Hill, tradotto in italiano nel 2008 - la monografia più acclarata rimane quella di Raffaele Pozzi (2002), ma si ferma al 1946 (Turangalîla-Symphonie): lo studio della Corbetta va quindi a colmare un vuoto e forma così un tassello della bibliografia «nostrana» su una delle più importanti figure del Novecento.
Silvia Corbetta, Olivier Messiaen: Saint François d’Assise-Cammino Verso la Joie Parfaite, Zecchini Editore, Varese 2009, pp. 145, € 25,00.
venerdì 6 marzo 2009
Vittorio Giola, L'organo Carrera a Nerviano

Si tratta della prima pubblicazione di organaria ad opera dell'editore Zecchini - al quale auguriamo di cuore di occuparsi di nuovo e con frequenza del «re degli strumenti» - e si concentra sulla gloriosa tradizione organaria ottocentesca lombarda. Nella fattispecie sul restauro conservativo (Mascioni, 2007) dell'organo edificato nel 1875 dal legnanese Antonio De Simoni-Carrera (1826-1896) per la chiesa prepositurale di Santo Stefano in Nerviano (Mi).
L'autore, Vittorio Giola, divide il proprio lavoro in due parti: Storia e critica organologica; Conservazione. Dalla prima, veniamo informati circa l'esistenza di uno strumento precedente quello di Carrera, opera dell'organaro milanese Giuseppe Valli (1849), venduto nel 1877 alla chiesa di Graglio in Val Veddasca (Vr), tuttora esistente e suonabile. Il nuovo strumento di Carrera (1875) venne restaurato dal varesino Luigi Bernasconi nel 1901, in seguito “ripassato” dall'allievo Elia Gandini (anni '20-30 del Novecento) ed infine riformato nel 1948 dal milanese Felice Ondei. Dal 1968 sino al recente restauro di Mascioni rimase in stato di abbandono.
Il taglio del volume è volutamente divulgativo (seppur corredato da note a piè di pagina con riferimento ai documenti d'archivio e bibliografia), cioè non rispecchia tanto il rigore musicologico, quanto tende a privilegiare la piacevole forma di un catalogo ricco di numerose foto a colori, corredato da un profilo storico assai accurato ed intelligibile al tempo stesso; da storico dell'arte. La parte più “tecnica” è certamente la seconda, in cui si trovano i criteri che hanno guidato il restauro dei Mascioni insieme ad accurati rilievi e misure varie.
Vittorio Giola, Conservazione di beni culturali musicali - l'organo Carrera a Nerviano, Zecchini Editore, Varese 2008, pp. v+129, € 25,00.
martedì 27 gennaio 2009
«Il sonno della Ragione genera mostri»

giovedì 8 gennaio 2009
Johann Ernst Altenburg, Arte dei trombettisti e dei timpanisti
Le edizioni anastatiche di questo dettagliato trattato concernete sia argomenti di storia che di prassi esecutiva riguardanti la tromba ed i timpani, stampato ad Halle nel 1795, sono ben sette (Dresden, 1911; Bilthoven 1966; Kassel, 1966; New York, 1966; Amsterdam, 1968; Leipzig, 1972 e 1933); mentre le traduzioni critiche sono solamente due: la prima del 1974, in lingua inglese, a cura di Edward H. Tarr (figura di riferimento del mondo degli ottoni storici) e la presente in italiano curata dall'allievo vicentino Tranquillo Forza (il quale ha studiato con Tarr presso la Schola Cantorum Basilensis), data alle stampe l'ottobre scorso presso Zecchini Editore.
L'importanza musicologica e musicale di questo testo è manifesta a cominciare dal titolo stampato in copertina «Tentativo di introduzione alla Arte eroico-musicale dei trombettisti e dei timpanisti, per una migliore assimilazione della medesima descritta dal punto di vista storico, teorico e pratico e spiegata con esempi». L'autore è Johann Ernst Altenburg (1734-1801), figlio d'arte (il padre Johann Caspar fu trombetta principale della Camerata Sassone e trombettista sia di corte che da campo a Weissenfels, e trasmise al figlio la propria professione), che studiò anche organo e composizione, tra gli altri, con Johann Christoph Altnikol, il genero di Johann Sebastian Bach; e che nel 1767 aveva già completato il manoscritto del suo trattato, ma dovette attendere 28 anni per la pubblicazione. L'ambizioso titolo non tradisce certo le aspettative del lettore, perché Altenburg riporta la storia della tromba così come era nota al suo tempo, ne traccia un percorso che prende le mosse dall'antichità e si sofferma sul XVIII secolo, in cui trombettisti e timpanisti erano raccolti in una stessa corporazione. Ci informa circa la funzione, lo status, le associazioni di categoria dei trombettisti. Riporta lo stile esecutivo della musica barocca, inoltre fornisce brani originali dell'epoca di difficile reperibilità. Addirittura, come compendio ai precetti impartiti, ci regala il suo Concerto a VII Clarini con Timpani (che si può ascoltare eseguito da Forza ed il Dittamondo Ensemble in un cd dal titolo Alio Modo pubblicato dall'etichetta Velut Luna).
Con acribia filologica il curatore arricchisce la sua traduzione con preziosi rimandi bibliografici ed illustrazioni d'epoca, molte delle quali provenienti dalla collezione di Edward H. Tarr. Naturalmente non manca un preciso indice analitico e non manca neppure un'utile appendice in cui viene spiegato il denaro ed il costo della vita al tempo di Altenburg. Onore al merito a Tranquillo Forza (docente di tromba naturale presso il Conservatorio di Musica di Vicenza), per aver ultimato con successo l'unica traduzione critica in lingua italiana di un trattato storico ora accessibile non solo ad una selezionata élite di strumentisti a fiato, ma anche ad un largo pubblico di musicisti, musicologi e musicofili interessati alla musica antica eseguita consapevolmente su strumenti originali.
Johann Ernst Altenburg, Arte dei trombettisti e dei timpanisti, a cura di Tranquillo P. Forza, Zecchini Editore, Varese 2007, pp. xxx+178, € 20,00.


