Michele Bosio (2014)

Michele Bosio (2014)

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lunedì 9 aprile 2012

VIERNE il quadro e la cornice – giornata di studio sul grande organista francese








Mercoledì 18 aprile 2012

Sala Respighi del Conservatorio 
“G. B. Martini” di Bologna


ore 10.30-13 e 15.30-17.30

Una giornata di studio sul grande organista francese e il suo mondo fra Otto e Novecento
a cura di Piero Mioli


Interventi
Arturo Sacchetti, La creatività di Vierne in riferimento all’arte organaria del suo tempo
Diego Innocenzi, La musique vocale sacrée en France au temps de Vierne
Massimo Nosetti, La forma della sinfonia per organo e il fondamentale sonatismo di Vierne
Attilio Piovano, Pièces de fantaisie all’organo
Michele Bosio, Vierne tra liturgia, organo e canto


Francesco Tasini, L'«Esthétique de l'orgue» (1923) di Jean Huré, specchio delle tendenze organologiche nella Francia del primo ’900
Andrea Macinanti, L’edizione Bach / Vierne. Tra didattica e prassi esecutiva
Giuseppe Clericetti, Vierne memorialista (e il maestro Widor)
Piero Mioli, Dalla bibliografia: Widor, Bossi, e Vierne?



La figura di Louis Vierne, nota in Italia sicuramente agli organisti ma meno a musicisti di altra estrazione culturale, merita assolutamente una focalizzazione di interesse, segnatamente nella città e nel Conservatorio di Bologna, storicamente attenti alle nuove esperienze compositive di tutti i periodi storici e in particolare alla musica strumentale a cavallo fra il XIX e XX secolo, in controtendenza con l'imperante e preponderante interesse nazionale per l'opera. Non a caso compositori che a questo scopo hanno dedicato la loro vita hanno dato il loro contributo alla vita musicale della città e del suo liceo musicale; basti citare, fra i tanti, i nomi di Ferruccio Busoni, Giuseppe Martucci, e Marco Enrico Bossi. Quest'ultimo può senz'altro essere affiancato in modo particolare a Vierne, in quanto di poco distante come periodo di attività e molto vicino a lui per linguaggio e, ovviamente, interesse per la produzione organistica.

venerdì 16 marzo 2012

QUALCHE DOMANDA AL MAESTRO ARTURO SACCHETTI




In occasione di una masterclass sull’opera completa di Marco Enrico Bossi per organo tenuta da Arturo Sacchetti al Conservatorio di Parma abbiamo potuto rivolgergli qualche domanda a proposito delle sue inesauribili passioni di sempre: l’organo, la composizione, la grande Musica. Segnaliamo, inoltre questo link http://www.youtube.com/watch?v=9xF2FNL42sw che raccoglie alcune considerazioni del Maestro a proposito delle proprie composizioni organistiche.



Maestro Sacchetti potrebbe sintetizzare – se possibile – le tappe più significative del suo vasto iter umanistico-musicale?


Il viaggio da me vissuto nell’attività musicale, sin dalle esperienze didattiche di formazione, si è mosso all’insegna dell’eclettismo più sincero, cioè lo spaziare in modo totale nella conoscenza della musicologia e della musica. Molti mi considerano un collezionista di diplomi, ben otto, ma il mio operare è stato quello della bottega; ovviamente la scuola musicale tradizionale non consentiva questo, e di conseguenza ho dovuto acquisire molte esperienze, sia istituzionali, sia libere. Non sono esistite passioni privilegiate, ma il sapere ha avuto la sua giusta collocazione nel desiderio di perseguire la maggior cultura possibile.



Lei ha avuto modo di poter studiare con grandi nomi del panorama musicale italiano del ’900, quali personaggi Le hanno lasciato il ricordo più intenso?


Ogni insegnante mi ha segnato profondamente offrendomi la sua esperienza e svelandomi la sua personalità. Posso rammentare, tra i molti, dei lampi: il carisma di Fernando Germani, il fascino di Salvatore Quasimodo, l’umiltà di Aurelio Maggioni, la magia di Alberto Mozzati, la saggezza di Gianluigi Centemeri, l’introversione di Nino Antonellini, l’affetto di Edwin Loehrer, la sapienza di Guido Camillucci, la gigioneria di Riccardo Castagnone. Tutti mi hanno coccolato e vezzeggiato nel darmi il meglio di se stessi.



Durante la Sua luminosa carriera ha affrontato un repertorio quasi infinito di autori e epoche, quali sono i compositori con cui sente di avere avuto più feeling?


Ho praticato la creatività musicale in lungo e in largo, quasi con ingordigia, inappagato nell’affascinante pratica del far musica. Non ho creato distinguo di sorta tra i compositori certo del contributo personale per la causa dell’arte musicale. Ho privilegiato in maggior misura, come interprete solista e direttore, perché più in sintonia con le mie facoltà Reger, Reubke, Stehle, Bossi, Perosi, Liszt, Franck, Karg-Elert, Manari, Yon.



Quale è il suo rapporto con la composizione musicale in senso lato e più specificamente con quella organistica?


Sono stato, e sono, un compositore “a tempo perso”, quasi protagonista di un sentire personale al di fuori di schemi o di influenze variegate. Sono stato figlio della follia del comporre; nei miei anni giovanili scrivere musica significava tracciare liste a lutto, delineare disegnini idioti, scherzare con le frequenze, violentare gli strumenti, pasticciare nello smarrimento totale della creatività. Questa apparente rivoluzione, nonché libertà totale mi ha segnato e ridotto quasi all’impotenza. Ho composto le opere per organo o per destinazioni varie per me, per gli amici o, in alcuni casi, per eventi organologici: esse risentono dell’accumulo delle mie esperienze, forse fuori moda, ma sincere nel loro essere.



Nonostante il grave periodo di carestia culturale che l’Italia sta vivendo, si possono ancora incontrare dei giovani, preparati e sensibili interpreti: cosa si sente di consigliare a chi oggi si accosta al mestiere del musicista?


I giovani di oggi sono in grande difficoltà, ma non per loro responsabilità. Il mondo musicale in Italia, artistico e didattico, ha fatto e fa ben poco per loro di modo che sono disorientati. Non si sceglie lo studio della musica per vocazione, non si ha entusiasmo, si coltivano pruriti e condizionamenti pericolosi, il mercenariato spadroneggia, la sete di conoscenza è ridotta al lumicino, approfondire a certi livelli è un lusso. Consiglio ai giovani di essere spietatamente sinceri e di vivere l’arte della musica esclusivamente per vocazione e per fede.



Proprio quest’anno si sono celebrati i 150° anni della nascita di Marco Enrico Bossi – il più grande organista italiano a cavallo tra ’800 e ’900 – e Lei è stato il primo a eseguirne in concerto l’intero corpus organistico, Le sembra che si sia incominciato a riconsiderare degnamente il grande repertorio del novecento storico?


Non credo. Il mio contributo per quanto concerne la riscoperta dei dimenticati è una realtà a parte e vive del mio rispetto e della mia sensibilità (il Maestro ha da poco approntato un sito http://www.casasacchetti.com/ dedicato ad autori e opere a torto dimenticati, n.d.r.). Esiste ancora molta diffidenza e partigianeria. I musicisti, organisti in tal caso, seguono il gregge e nutrono una profonda diffidenza per il poco frequentato quasi che al di fuori di Bach, Frescobaldi, Franck o Liszt tutti i compositori per organo siano dei poveretti! Meglio non citare i Padre Davide da Bergamo o altri negletti da gettare nel fuoco accanto agli stolti loro interpreti!



Tra le Sue infinite “curiosità” vi è pure quella per la musica di Lorenzo Perosi – «il Giovanni Sebastiano Bach d’Italia» (Massenet) – un altro grande del recente passato che corre il rischio di essere accantonato prima di essere seriamente studiato?


Le vittime dell’accantonamento sono infinite e questo aspetto qualifica il mondo musicale e i musicisti. Posso citare alcuni nomi, che attendono una dovuta conoscenza: Pietro Alessandro Yon, Sigfrid Karg-Elert, Pietro Raimondi, Charles Tournemire, Heinrich Kaminski, Camille Saint-Saens, Charles Valentine Morhange detto Alkan, Licinio Refice. Il perché? In Italia si mangia poco o nulla di musica e le programmazioni ristagnano nel noto, nel timore che lo sconosciuto faccia vuoti di sala; in cotale modo non si va da nessuna parte nell’attesa che la fruizione della musica divenga una realtà sociale come accade nei paesi evoluti.


sabato 3 marzo 2012

Preludio d'organo (marzo 2012)


PRELUDIO D'ORGANO

IN SAN LUCA

Giuseppe Rotelli (1901)

3 marzo 2012 ore 17, 30




PROGRAMMA

Tempus Quadragesimae [I]


Domenico Scarlatti (1685-1757)


- Sonata in do minore K. 11

(versione di M. B.)

- Sonata in re minore K. 9

- Sonata in sol minore K. 426

(versione di M. B.)

- Sonata in La maggiore K. 322



***

Michele Bosio, organo

giovedì 5 gennaio 2012

Preludio d'organo (gennaio 2012)


PRELUDIO D'ORGANO

IN SAN LUCA


Giuseppe Rotelli (1901)

7 gennaio 2012 ore 17, 30




PROGRAMMA

Domenico Zipoli (1688-1726)

- Primo Verso e Canzona in Do

- All'Offertorio

- All'Elevazione

- Al Postcommunio

- Pastorale

[Sonate d'Intavolatura per Organo e Cimbalo]


Johann Kasper Ferdinand Fischer (1656-1746)

Suite n. 4 in Si b

«Thalia» - Musa della Commedia - [Musikalischer Parnassus]

(Toccatina, Allemande, Menuet 1 e 2, Balet, Gigue)


***


Michele Bosio, organo


sabato 3 dicembre 2011

Preludio d'organo (DICEMBRE 2011)


PRELUDIO D’ORGANO

IN SAN LUCA

Giuseppe Rotelli (1901)


3 dicembre 2011 ore 17, 30


PROGRAMMA


«Musica italiana per organo tra Otto e Novecento

nel 150° dell’Unità Nazionale e

della nascita di Marco Enrico Bossi» [VIII]




FILIPPO CAPOCCI
(1840-1911)

- Scherzo in Re

- Solo di oboe

(Pezzi Originali per Organo)


ARCANGELO CORELLI (1653-1713)

Angelus [Pastorale (Largo) dall’op. VI, n. 8]



Michele Bosio, organo

sabato 29 ottobre 2011

Preludio d'organo (novembre 2011)



PRELUDIO D’ORGANO

IN SAN LUCA

Giuseppe Rotelli (1901)


5 novembre 2011 ore 17, 30


PROGRAMMA

«Musica italiana per organo tra Otto e Novecento

nel 150° dell’Unità Nazionale e

della nascita di Marco Enrico Bossi» [VII]



Marco Enrico Bossi

trascrittore di «musica antica»


Baldassare Galuppi (1706-1784)

- Adagio ed Allegro della Sonata per Cembalo in Do min.

[trascr. di M. E. Bossi]

- Sonata in Sol magg. (Andantino-Presto)


Girolamo Frescobaldi (1583-1643)

Toccata cromatica

[trascr. di M. E. Bossi]



Michele Bosio, organo

giovedì 22 settembre 2011

Preludio d'organo (ottobre 2011)



PRELUDIO D’ORGANO

IN SAN LUCA

Giuseppe Rotelli (1901)

1° ottobre 2011 ore 17, 30


PROGRAMMA

«Musica italiana per organo tra Otto e Novecento

nel 150° dell’Unità Nazionale e

della nascita di Marco Enrico Bossi» [VI]



Marco Enrico Bossi

trascrittore di «musica antica»


Giovanni Battista Pescetti (ca. 1704 -1766)

Allegro in do [trascr. di M. E. Bossi]

Johann Sebastian Bach (1685-1750)

Aria variata in la BWV 989

Girolamo Frescobaldi (1583-1643)

Toccata [trascr. di M. E. Bossi]


Michele Bosio, organo


sabato 17 settembre 2011

MARCO ENRICO BOSSI (1861-1925) «ORGANISTA PRINCIPE» (E. Bontempelli)




MARCO ENRICO BOSSI (1861-1925)

«ORGANISTA PRINCIPE» (E. Bontempelli)


Cremona, 25 settembre 2011 (10,30-12,30/16,30-18,30)


Giornata di studio in occasione del 150° anniversario della nascita

promossa dalla Commissione musicale dell’A.D.A.F.A.

«Amici dell’Arte-Famiglia Artistica» (Sodalizio cremonese fra artisti e amatori d’arte)

presso la sede dell’Associazione in via Palestro, 32


Interverranno


Andrea Macinanti, organista e musicologo

Gian Enzo Rossi, direttore delle Edizioni TACTUS


coordinatore Michele Bosio




La ripresa dei lavori promossi dalla Commissione musicale dell’A.D.A.F.A. (Evelino Abeni, Raffaella Barbierato, Antonio Beltrami, Michele Bosio) quest’anno sarà segnata da un evento di particolare rilevanza storica e respiro culturale.

La fortunata coincidenza tra il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e il 150° della nascita di Marco Enrico Bossi (1861-1925) – il più grande organista italiano vissuto a cavallo dei secoli XIX-XX – ha fornito lo spunto per cercare di fare un po’ di chiarezza sulla cosiddetta «Bossi-Renaissance». Ovvero sul grande lavoro di studio, pubblicazione e diffusione che da circa vent’anni vede impegnato l’organista bolognese Andrea Macinanti nella duplice veste di curatore e interprete. Infatti, l’editore Carrara di Bergamo ha in corso di stampa l’edizione dell’opera integrale per organo di Bossi in 9 volumi, mentre la casa discografica TACTUS – che quest’anno compie 25 anni di attività – ne sta realizzando la registrazione integrale (6 dei 20 CD in programma sono stati recensiti entusiasticamente dalla critica musicale internazionale).

Domenica 25 settembre – presso la sede dell’A.D.A.F.A. in via Palestro n° 32 – avrà luogo la Giornata di studio dedicata a Marco Enrico Bossi (1861-1925) «organista principe» con protagonisti Andrea Macinanti (organista e musicologo) e Gian Enzo Rossi (direttore delle Edizioni TACTUS). Il programma si articolerà nel seguente modo: ore 10.30-12,30 – Vita e arte del Maestro – 1. Michele Bosio, Sulle commemorazioni della morte di Marco Enrico Bossi a Cremona 2. Gian Enzo Rossi, Un titanico progetto: la registrazione integrale delle opere per organo di Marco Enrico Bossi; 16.30-18.30 – Opera omnia in edizione critica e discografica – 3. Andrea Macinanti, Marco Enrico Bossi, l’organista dalle mille anime; a seguire tavola rotonda con i protagonisti della giornata a cui potranno partecipare tutti gli interessati, coordinatore Michele Bosio.


***


Questo breve, ma significativo excursus patriottico – opera dell’eclettico letterato cremonese Ubaldo Ferrari, all’indomani dell’improvvisa scomparsa di Marco Enrico Bossi – sintetizza perfettamente i tratti salienti della Sua ineguagliata statura artistica: la grande popolarità di cui godeva all’estero – soprattutto come organista – e l’inesauribile vena melodica che riversava nella copiosa musica dall’inconfondibile idioma italico.


«[Marco Enrico Bossi] era ancora più vivo all’estero dei suoi grandi compagni, Martucci e Sgambati. [...] nessuno, all’estero si permetteva di discutere sopra il suo nome di compositore e di esecutore. [...] L’Italia! Era annunziato un suo concerto e il nome d’Italia gli era d’accosto. Nel mentre le sue mani toccavano l’organo, con i suoni magicamente combinati, voci represse sussurravano con il suo, l’altro nome a lui dilettissimo. Nel plauso del pubblico commosso, nel consenso entusiastico ormai consuetudinario della critica, i due nomi erano sposati in un connubio pieno di orgoglio e di vertigine d’amore.

[…] Egli […] intonando le visioni dell’anima sua nella meditazione dello scritto o nella liberazione spontanea dell’improvviso, sentiva oltre la dottrina, oltre la scienza che dava armonia alle linee e finitezza di slancio alle architetture, sgorgare incomprimibile, quasi voce della patria, la nostra, tutta nostra, alata melodia. E questa era per lui poesia ed incanto, aspirazione e preghiera, compenso e pace... Quella pace che non più inconsapevole o dimentica, tardi pur troppo, l’Italia intera gli ha supplicato al suo fatale ritorno sul mare».


***


Marco Enrico Bossi si formò al conservatorio di Milano con Polibio Fumagalli (organo), Francesco Sangalli (pianoforte), Carlo Boniforti, Cesare Dominiceti e Amilcare Ponchielli (composizione). Fu poi nominato organista e maestro di cappella del duomo di Como (1881-89), insegnante di organo al conservatorio di Napoli (1890-95), insegnante di composizione e direttore dei conservatori di Venezia (1895-1902), Bologna (1902-11) e Roma (1916-23).

Acclamato interprete, compositore e didatta (a lui si deve la riforma dei programmi di studio dei conservatori in Italia), Bossi fu il primo italiano a divenire concertista di fama internazionale. Fu insignito delle più alte cariche del Regno, aggregato come socio onorario alle più prestigiose Accademie italiane e straniere ed ebbe la stima e l’amicizia di grandi musicisti e letterati. Tra questi basti citare Giuseppe Verdi – che da Busseto gli scriveva: «Inutile che le dica che tutte queste sue composizioni sono fatte in modo magistrale...» – Arrigo Boito, Giacomo Puccini, Jules Massenet, Camille Saint-Saëns, Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio. Morì sul bastimento francese “De Grasse” durante la traversata dell’Oceano Atlantico da New York a Le Havre, di ritorno da una trionfale tournée negli Stati Uniti.