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MARCO ENRICO BOSSI (1861-1925)
«ORGANISTA PRINCIPE» (E. Bontempelli)
Cremona, 25 settembre 2011 (10,30-12,30/16,30-18,30)
Giornata di studio in occasione del 150° anniversario della nascita
promossa dalla Commissione musicale dell’A.D.A.F.A.
«Amici dell’Arte-Famiglia Artistica» (Sodalizio cremonese fra artisti e amatori d’arte)
presso la sede dell’Associazione in via Palestro, 32
Interverranno
Andrea Macinanti, organista e musicologo
Gian Enzo Rossi, direttore delle Edizioni TACTUS
coordinatore Michele Bosio
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La ripresa dei lavori promossi dalla Commissione musicale dell’A.D.A.F.A. (Evelino Abeni, Raffaella Barbierato, Antonio Beltrami, Michele Bosio) quest’anno sarà segnata da un evento di particolare rilevanza storica e respiro culturale.
La fortunata coincidenza tra il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e il 150° della nascita di Marco Enrico Bossi (1861-1925) – il più grande organista italiano vissuto a cavallo dei secoli XIX-XX – ha fornito lo spunto per cercare di fare un po’ di chiarezza sulla cosiddetta «Bossi-Renaissance». Ovvero sul grande lavoro di studio, pubblicazione e diffusione che da circa vent’anni vede impegnato l’organista bolognese Andrea Macinanti nella duplice veste di curatore e interprete. Infatti, l’editore Carrara di Bergamo ha in corso di stampa l’edizione dell’opera integrale per organo di Bossi in 9 volumi, mentre la casa discografica TACTUS – che quest’anno compie 25 anni di attività – ne sta realizzando la registrazione integrale (6 dei 20 CD in programma sono stati recensiti entusiasticamente dalla critica musicale internazionale).
Domenica 25 settembre – presso la sede dell’A.D.A.F.A. in via Palestro n° 32 – avrà luogo la Giornata di studio dedicata a Marco Enrico Bossi (1861-1925) «organista principe» con protagonisti Andrea Macinanti (organista e musicologo) e Gian Enzo Rossi (direttore delle Edizioni TACTUS). Il programma si articolerà nel seguente modo: ore 10.30-12,30 – Vita e arte del Maestro – 1. Michele Bosio, Sulle commemorazioni della morte di Marco Enrico Bossi a Cremona 2. Gian Enzo Rossi, Un titanico progetto: la registrazione integrale delle opere per organo di Marco Enrico Bossi; 16.30-18.30 – Opera omnia in edizione critica e discografica – 3. Andrea Macinanti, Marco Enrico Bossi, l’organista dalle mille anime; a seguire tavola rotonda con i protagonisti della giornata a cui potranno partecipare tutti gli interessati, coordinatore Michele Bosio.
***
Questo breve, ma significativo excursus patriottico – opera dell’eclettico letterato cremonese Ubaldo Ferrari, all’indomani dell’improvvisa scomparsa di Marco Enrico Bossi – sintetizza perfettamente i tratti salienti della Sua ineguagliata statura artistica: la grande popolarità di cui godeva all’estero – soprattutto come organista – e l’inesauribile vena melodica che riversava nella copiosa musica dall’inconfondibile idioma italico.
«[Marco Enrico Bossi] era ancora più vivo all’estero dei suoi grandi compagni, Martucci e Sgambati. [...] nessuno, all’estero si permetteva di discutere sopra il suo nome di compositore e di esecutore. [...] L’Italia! Era annunziato un suo concerto e il nome d’Italia gli era d’accosto. Nel mentre le sue mani toccavano l’organo, con i suoni magicamente combinati, voci represse sussurravano con il suo, l’altro nome a lui dilettissimo. Nel plauso del pubblico commosso, nel consenso entusiastico ormai consuetudinario della critica, i due nomi erano sposati in un connubio pieno di orgoglio e di vertigine d’amore.
[…] Egli […] intonando le visioni dell’anima sua nella meditazione dello scritto o nella liberazione spontanea dell’improvviso, sentiva oltre la dottrina, oltre la scienza che dava armonia alle linee e finitezza di slancio alle architetture, sgorgare incomprimibile, quasi voce della patria, la nostra, tutta nostra, alata melodia. E questa era per lui poesia ed incanto, aspirazione e preghiera, compenso e pace... Quella pace che non più inconsapevole o dimentica, tardi pur troppo, l’Italia intera gli ha supplicato al suo fatale ritorno sul mare».
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Marco Enrico Bossi si formò al conservatorio di Milano con Polibio Fumagalli (organo), Francesco Sangalli (pianoforte), Carlo Boniforti, Cesare Dominiceti e Amilcare Ponchielli (composizione). Fu poi nominato organista e maestro di cappella del duomo di Como (1881-89), insegnante di organo al conservatorio di Napoli (1890-95), insegnante di composizione e direttore dei conservatori di Venezia (1895-1902), Bologna (1902-11) e Roma (1916-23).
Acclamato interprete, compositore e didatta (a lui si deve la riforma dei programmi di studio dei conservatori in Italia), Bossi fu il primo italiano a divenire concertista di fama internazionale. Fu insignito delle più alte cariche del Regno, aggregato come socio onorario alle più prestigiose Accademie italiane e straniere ed ebbe la stima e l’amicizia di grandi musicisti e letterati. Tra questi basti citare Giuseppe Verdi – che da Busseto gli scriveva: «Inutile che le dica che tutte queste sue composizioni sono fatte in modo magistrale...» – Arrigo Boito, Giacomo Puccini, Jules Massenet, Camille Saint-Saëns, Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio. Morì sul bastimento francese “De Grasse” durante la traversata dell’Oceano Atlantico da New York a Le Havre, di ritorno da una trionfale tournée negli Stati Uniti.
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