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sabato 27 giugno 2009

Preludio d'organo (luglio 2009)


Franz Joseph Haydn


PRELUDIO D'ORGANO

IN SAN LUCA

Giuseppe Rotelli (1901)


4 luglio 2009 ore 17, 30




PROGRAMMA




Johann Caspar Ferdinand Fischer (1656–1746)


Passacaglia in re minore (Suite «Urania»)



Franz Joseph Haydn (1732–1809)


Klavier Sonata n. 16 in Mib maggiore (in tre tempi)



Paul Hindemith (1895-1963)


Orgel Sonata n. 1 (1937) - 3 ter. Ruhig bewegt



***



Michele Bosio, organo

venerdì 26 giugno 2009

Le trascrizioni organistiche di VINCENZO GERMANI (1894-1958) - 1 -







E' CON IMMENSO PIACERE CHE ANNUNCIO LA PUBBLICAZIONE DI




Sergej Rachmaninov (1873-1943)

Prélude

[Preludio in do diesis minore op. 3, n. 2 per pianoforte

trascrizione per organo di Vincenzo Germani]

a cura di Michele Bosio-Hiroko Miura*

Num. 5114 delle Edizioni Carrara.





VINCENZO GERMANI (1)


Pianista, organista e direttore di coro, Vincenzo Germani nacque a Cividale Mantovano (c. di Rivarolo Mantovano, Mn) il 15 agosto del 1894. Compì i primi studi musicali sotto la guida del maestro viadanese Cesare Manghi, passò poi alla scuola musicale di Federico Caudana a Cremona ed in seguito si perfezionò a Torino con il grande virtuoso d'organo Ulisse Matthey. Grazie all'impulso dinamico fornitogli da quest'ultimo si dedicò costantemente allo studio, non solo della musica di Bach, ma anche di Franck, Guilmant, Dubois, Widor e Bossi, nonché alla trascrizione organistica. Dal 1915 al 1924 ricoprì la carica di organista titolare presso il Duomo di Casalmaggiore (Cr), successivamente divenne organista titolare delle chiese di Sant'Agata e San Luca in Cremona. L'attività principale di Germani rimase sempre e comunque legata all'organo. Egli collaudò e tenne numerosi concerti sugli strumenti costruiti dai più rinomati organari dell'epoca. Si spense a Casalmaggiore il 13 ottobre 1958, all'età di sessantaquattro anni. Compilò un nutrito numero di trascrizioni per organo e compose diverse opere per coro, mai pubblicate.



FONTE

Ms. autografo (32x24 cm) di 5 cc. datato 14 ottobre 1928 di Vincenzo Germani; donato dalla moglie, Isolina Porcelli, all'ex-allievo del maestro, Ing. Enrico Cirani (attuale possessore).


ANNOTAZIONI

Sul frontespizio si legge Prélude/S. Rachmaninoff/riduzione per organo [omesso il nome del trascrittore]. Nel retro della prima pg. si trovano due proposte di registrazioni-base indicate dal Germani per l'esecuzione su organi a due manuali.

La prima per organo piccolo:

I° man. Clarino, Ottava, Principale 8'

II° man. Bordone, Viola 8', Viola 4', Oboe

Ped. Contrabbasso, Subbasso, Basso, Violoncello

Unioni: Ped. al I°, Ped. al II°, Tastiere

La seconda per organo grande:

I° man. Decimaquinta, Ottava, Flauto, Viola, Dulciana, Eufonio, Principale [8'] 16'

II° man. Bordone 16' e 8', Principale 8', Viole da concerto, Fugara

Ped. Bassi tutti meno Bombarde

Unioni: Ped. al I°, Ped. al II°, Tastiere

Il ms. presenta, inoltre, indicazioni di registrazione per organo Hammond (omesse nella presente edizione).

Ulteriore osservazione, il ms. è stato rilegato dal Cirani insieme ad altri mss. di trascrizioni del Germani (Felix Mendelssohn Bartholdy, Marcia Nuziale; Johann Sebastian Bach, Preludio VIII in mi bemolle minore BWV 853; Georg Friedrich Händel, Largo [trascrizione di Otto Dienel]; Robert Schumann, Träumerei).



PRESENTAZIONE

Il Prélude [in do diesis minore] è il secondo dei Cinq Morceaux de Fantaisie op. 3 composti da Sergej Rachmaninov nel 1892, dedicati al compositore Anton S. Arenskij (1861-1906) e pubblicati a Mosca - presso l'editore K. Gutheil - l'anno seguente. Si tratta di una delle composizioni pianistiche più famose - forse la più famosa - dell'autore, il quale nel 1938 approntò anche una versione per due pianoforti. Negli Stati Uniti la prima edizione portava il curioso sottotitolo «Le campane di Mosca», celeberrimo, ma apocrifo.

Sappiamo che Louis Vierne (1870-1937) pubblicò nel 1932 presso l'editore E. Hamelle una sua personale trascrizione per organo del Prélude, e che Ulisse Matthey (1876-1947) propose spesso durante i suoi concerti questo suggestivo brano, probabilmente nella sua personale trascrizione-adattamento (2). Ma, già dal 1915, circolava l'apprezzata trascrizione per organo (Augener) dell'inglese Arthur Eaglefield Hull (1876-1928).

La trascrizione del Germani risale, invece, al 1928 (14 ottobre), e presumibilmente il Prélude venne eseguito per la prima volta in pubblico durante il concerto del 13 giugno 1929, serata inaugurale del nuovo organo a due manuali costruito da Giuseppe Rotelli per Palazzo Cittanova a Cremona (3).

Per questa sua trascrizione Germani ebbe come modello - se non proprio l'edizione Gutheil del 1892 - una ristampa successiva, poiché le indicazioni di tempo, dinamica ed agogica corrispondono con l'edizione originale. Potrebbe anche darsi che fosse in possesso della revisione di Michele Esposito (1855-1929), redatta nel 1908 per Ricordi. Poco importa, certo è che Germani praticava - già dal 1925 - il brano originale per pianoforte e come il Matthey (che spesso si presentava in veste di pianista con programmi di tutto rispetto ed ottenendo sempre lusinghieri giudizi di critica) sentì l'esigenza di trasferire alcune pagine pianistiche ed orchestrali all'organo. Appare curioso rilevare, invece, che nell'elenco delle composizioni del repertorio pianistico di Matthey non compaia proprio il Prélude di Rachmaninov. Compare solo nell'elenco delle trascrizioni per organo (4).

Michele Bosio



_________________

* I curatori vogliono dedicare questo lavoro alla loro nonna Anna, scomparsa improvvisamente proprio durante l'elaborazione della presente edizione.

1) Cfr. Michele Bosio, Ricordo del maestro Vincenzo Germani (1894-1958) in «Arte Organaria Arte Organistica», XVI (2009), n. 1, pp. 40-46.

2) Il Matthey curò almeno una ventina di trascrizioni, alcune stampate, ma per la maggior parte rimaste manoscritte. A volte le suonava nella parte del pianoforte sulla quale aveva scritto la registrazione e la parte da affidare al pedale. Non sempre, però, egli metteva il suo nome di autore della trascrizione, come del resto faceva anche il Germani; il Prélude, appunto, rientra in questa casistica.

3) Elenco dei brani in programma: Bach, Toccata in re minore BWV 565; Guilmant, Marche Funèbre et Chant Séraphique op. 17; Cherubini, Ave Maria*; Bossi, Sanctus et Benedictus*; Liszt, San Francesco d'Assisi predica agli uccelli; Rachmaninov, Preludio in do diesis minore op. 3, n. 2; Beethoven, La Gloire de Dieu dans la nature* [sic], Le cantique de la penitence* [sic]; Dubois, In Paradisum, Fiat Lux. *Maria Antonietta Cazzaniga, soprano.

4) Cfr. Bernardo da Offida, Ulisse Matthey, Loreto, 1951, Libreria Editrice San Francesco d'Assisi (ristampato nel 1987), in particolare le pp. 112-116.

lunedì 1 giugno 2009

L'organo Daniele Giani (2007) presso la Cappella del Palazzo del Governatorato del Vaticano




Nell'anno 2007 avviene una svolta decisiva nella carriera di Daniele Maria Giani: un organo interamente nuovo e totalmente scaturito dalle proprie mani (cassa, prospetto e disposizione fonica) collocato, niente meno che, presso la Cappella del Palazzo del Governatorato del Vaticano. Lo strumento, voluto da monsignor Giovanni Lajolo (arcivescovo di Cesarania e presidente del Governo Vaticano), è stato inaugurato il 31 maggio del 2007 dal maestro Gianluca Libertucci (organista della Basilica di San Pietro per il Vicariato della Città del Vaticano) e tenuto a battesimo  da papa Benedetto XVI


Anche quest’opera, come le precedenti, sugge linfa vitale dalla migliore tradizione di scuola lombarda; a cominciare dalla scelta del legname: noce, abete e larice. Il noce è stato utilizzato per i somieri, per le parti dure delle canne di legno, nella consolle e nelle trasmissioni meccaniche della pedaliere e dei registri. L’abete più pregiato è stato impiegato per le canne dei bassi e nella costruzione dei ventilabri e del fusto dei tasti, mentre quello comune per i telai di sostegno (il castello è saldamente tenuto insieme tramite incastri a secco a coda di rondine; l’assenza di corpi metallici od altri materiali favorisce così la risonanza di tutto lo strumento). Infine, il larice è servito come base delle trasmissioni meccaniche e parti della struttura dei somieri.


Per quanto concerne le canne di metallo sono stati scelti tre tipi di mescole in percentuali diverse di stagno: la lega al 40% per alcuni registri di flauto; la lega al 50% «tigrato» per i registri di riferimento del corista; la lega all’85% «puro» per le canne di prospetto, nei registri ad ancia ed in tutto il Ripieno.

In questo nuovo strumento, per la prima volta Daniele Giani ha scelto di costruire un unico somiere « a tiro» collegato alle meccaniche delle due tastiere nel modo «sospeso»: il tasto è fisicamente collegato al ventilabro con una meccanica diretta che consente una trasmissione perfettamente fedele e sensibile al tocco organistico. Le meccaniche sono state realizzate in un unico corpo plasmato al momento della forgiatura, così che possa mantenere l’assoluta integrità strutturale. 


Le tastiere (due, di 58 note) sono state realizzate secondo misure settecentesche, ridotte e leggere, prestandosi molto bene alla realizzazione di vivaci virtuosismi. La pedaliera (di 30 note), con misure personalizzate, è interamente in noce lavorato a mano ed armata con molle e ganci di ottone; i pedali scorrono in sedi scavate in blocchi unici al fine di ottenere la massima stabilità e precisione.


L’impianto della manticeria è composto da due mantici a cuneo dotati di 7 pieghe positive collocati a filo pavimento ai lati interni della cassa. Tutto l’impianto è realizzato in legno di abete massiccio, le parti sono impellate con pelle di montone conciata bianca, rigorosamente incollata con colla animale a caldo.


La disposizione fonica è semplice e funzionale sia ad un uso concertistico, sia liturgico. Accanto al tradizionale Ripieno (in file separate sino alla XXIX) in base di 8 piedi del Grand’Organo (I° manuale), trovano posto due flauti (8’ e 4’), la Voce Umana ed un’ancia di 8 piedi (Violoncello). Il Positivo (II° manuale) privilegia sonorità flautate (8’, 4’ e 2’, 2/3), alle quali si aggiungono una mutazione di Terza 1’, 3/5,  Principale di 4 piedi, Ottava di 2 ed un Oboe di 8 piedi. Al pedale solo tre registri: un 16 piedi tappato (Principale) un 8 piedi (Rinforzi) ed un ancia di 16 piedi (Controfagotto); non vi è alcun accessorio a parte le consuete unioni (I/pedale, II/pedale, unione tastiere). 


Si potrebbe definirlo uno strumento razionale, che, se proprio dovesse avere un modello, sarebbe quello settecentesco. Anche la pressione relativamente bassa (di 48 mm su colonna d’acqua) favorisce una pronuncia delle canne molto naturale e personale, così da avvicinare questo strumento molto più alle peculiarità di un prodotto di tradizione classica, che di larga scala.


DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO


Organo: Daniele Maria Giani di Corte de’Frati (Cremona) A. D. 2007.

Collocazione: Cappella del Palazzo del Governatorato - Città del Vaticano.

Cassa: realizzata in legno di abete e tiglio massiccio, costruita secondo le regole della falegnameria classica.

Prospetto: profilo rettilineo con 43 canne il lega di stagno, disposte a cuspide centrale ed ali in cinque campate, le bocche sono con labbro superiore a mitria segnata dall’interno (canna maggiore Do1 del principale 8’).

Manuali: 2 tastiere di 58 tasti con ambito Do1-La5, diatonici placcati in osso e cromatici in legno di noce con placcatura in ebano filettato in osso.

Canne: totale 1012.

Pedaliera: tipo piana-parallela, dotata di 30 pedali con ambito Do1-Fa3.

Trasmissione: interamente meccanica, sia per le tastiere e pedaliera come per i registri.

Consolle: a finestra.

Registri: comandati da pomoli in ebano con movimento orizzontale frontale. Disposti in quattro colonne ai lati delle tastiere, contrassegnati da targhette cartacee poste tra le feritoie, comandano i seguenti registri:


I manuale
Principale 8’
Ottava
XV
XIX
XXII
Due di Ripieno (XXVI e XXIX)
Flauto 8’
Flauto Traverso 4’
Voce Umana
Violoncello 8’



II manuale
Flauto 8’
Flauto a cuspide 4’
Principale 4’
Ottava 2’
Flauto in Duodecima 2’, 2/3
Terza 1’, 3/5
Oboe 8’


Pedale
Principale tappato 16’
Rinforzi 8’
Controfagotto 16’


Accessori
Unioni I/pedale, II/pedale, unione tastiere.


Il somiere Maestro, in noce e larice, posto dietro le canne di prospetto, è del tipo «a tiro» con 116 ventilabri ed è collegato con due meccaniche sospese alle tastiere sottostanti. Lungo la parete di fondo è posto il somiere di Basseria, anch’esso «a tiro», con 30 ventilabri a semplice impellatura e contropelle. Alimentazione ad unico impianto con due mantici a cuneo, pressione di 48 mm su colonna d’acqua, corista a 440 Hz a 18° C (temperamento equabile).



SEGNALO CON PIACERE L'APERTURA DEL NUOVO SITO WEB DEDICATO ALLA «GIANI - CASA D'ORGANI» ALL'INTERNO DEL QUALE SI POTRANNO TROVARE NUMEROSE NOTIZIE CIRCA I LAVORI COMPLETATI ED IN CORSO DI REALIZZAZIONE, NONCHE' DETTAGLIATE SCHEDE DEGLI STRUMENTI 


http://www.organigiani.com/