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mercoledì 7 maggio 2008

Ricordo di Giuseppe Denti (1882 - 1977) nel 30° anniversario della morte



Giuseppe Denti

(1882 - 1977)


Il 30 gennaio 1977 si spense, alla veneranda età di 95 anni, l’artista (didatta, musicista, compositore e pittore) cremonese Giuseppe Denti. In occasione del trentesimo anniversario della sua scomparsa ci è parso doveroso tracciarne un profilo biografico, affinché la sua memoria rimanga viva nei cuori dei tanti cremonesi che l’hanno incontrato e possa aiutare coloro i quali non hanno avuto la fortuna di conoscerlo.*


Giuseppe Denti nacque a Pugnolo (c. Cella Dati, Cr) il 5 ottobre 1882, ed ebbe il suo primo incontro con la musica grazie all’organo della chiesa parrocchiale del suo paese natale (Fratelli Lingiardi, 1868, opus 157). Sostanzialmente autodidatta (apprese i fondamenti della musica e della pittura dal padre Rodolfo), acquisì tecnica strumentale e compositiva con la costante pratica, lo studio di antichi maestri e l’ascolto diretto di valenti musicisti-organisti.

Appena dodicenne, ma già a conoscenza dei segreti dell’organo, vinse il concorso come organista titolare della parrocchia di Quistro (c. Persico Dosimo, Cr). Intorno ai tredici anni era in grado di padroneggiare con disinvoltura gli strumenti prediletti: il pianoforte con la frequentazione delle forme classiche e romantiche (Beethoven, il Mendelssohn delle Romanze senza parole, Chopin, ma soprattutto lo Schubert dei Lieder) e l’organo con la sua letteratura tradizionale (Frescobaldi e Bach, in primis). Risale, infatti, al 1896 la sua prima composizione, la romanza «alla Tosti» per canto e pianoforte O caro, amabil Espero. Il canto, come complemento indispensabile al suono strumentale, e il melodramma rappresentarono il centro di interesse per il giovane Denti. Verdi soprattutto, ma anche Bellini, Donizetti e Puccini furono per lui punti di riferimento naturali.

Conseguito con il massimo dei voti il diploma magistrale (1901), dal 1902 insegnò presso le scuole elementari di Cingia de’ Botti (Cr); nei primi anni ’20 chiese ed ottenne il trasferimento a Cremona e qualche anno più tardi ebbe l’incarico di maestro di musica, da lui sostenuto sino alla fine degli anni ’40, ben oltre l’età pensionabile.

Nel 1901 il diciannovenne «Peppino», che partecipò al funerale di Giuseppe Verdi a Milano, era un musicista formato in cerca tuttavia di una definitiva e propria identità; il diploma di maestro elementare e l’inizio dell’attività didattica lo indirizzarono rapidamente verso le forme ed i generi prediletti: innumerevoli canzoni per bambini, spesso nella struttura della romanza, iniziarono a riempire veri e propri Canzonieri di pregevole fattura.

Valendosi della sua capacità di organizzatore, diede vita in Cremona al Circolo musicale Euterpe per il canto corale a voci virili. Si ricordano i suoi pazienti insegnamenti di pezzi corali che formavano materia di affinamento canoro nelle classi elementari e oggetto di importanti concerti al Teatro Ponchielli, per il quale preparava anche i gruppi corali di voci bianche ai fini degli allestimenti scenici. Tra i tantissimi allievi (vere e proprie generazioni) segnaliamo anche la presenza del grande baritono cremonese Aldo Protti (1920-1995) che dimostrò sempre, anche da artista affermato, la riconoscenza a colui che, a detta sua, era stato il responsabile della sua scelta artistica. Durante gli anni ’20 e ’30 Denti diresse il Coro Polifonico Claudio Monteverdi di Cremona.

Scrisse una straordinaria serie di canti didattici, musiche per pianoforte, violino, archi, orchestra e banda; messe, inni religiosi e due operette, per un totale di quasi 700 composizioni.

La sua casa cremonese di via Bonomelli divenne punto di incontro e di riferimento per tanti musicisti e strumentisti cremonesi con i quali Denti condivise studi ed approfondimenti, nonché la passione per la lettura di opere strumentali di repertorio e altre composte da lui stesso. Tra questi si ricorda il violinista Marco Brasi, esecutore in concerto anche della Sonata in mi minore per violino e pianoforte e di altri brani inediti; l'organaro di Binanuova Arturo Pedrini, Gino Nazzari, tecnico di pianoforti e suo accordatore prediletto, don Dante Caifa, organista e maestro di cappella del Duomo. Tra di loro i rapporti furono sempre di intensa amicizia e di rispetto reciproco.

Brillante improvvisatore, soprattutto all’organo, Denti svolse per moltissimi anni il ruolo di organista sostituto presso il Duomo di Cremona dove era titolare il maestro Federico Caudana, che lo volle espressamente al suo fianco. Durante la sua lunga carriera di organista suonò regolarmente l’organo Aurelio e Angelo Bossi (1842) nella parrocchiale dei Santi Pietro e Giovanni Evangelisti di Cingia de’Botti e l’organo Egidio Sgritta (1880) della parrocchiale di San Giovanni Battista in Zone (Bs).

Giuseppe Denti fu pure un ottimo pittore miniaturista, attività che lo accompagnò per ben mezzo secolo (dal 1917-18, quando dopo la disfatta di Caporetto fu internato nel campo di concentramento di Celle e conobbe il pittore torinese Giuseppe Sobrile, sino al 1967, dieci anni prima della sua morte), con ampi riconoscimenti ottenuti in varie mostre sia in Italia che all’estero.


Note al programma del concerto tenuto da Michele Bosio con il soprano Hiroko Miura il 13 novembre 2007 nell'ambio della rassegna Organi Storici Cremonesi.

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